“Ignoti per sì volger di secoli; privi d’ogni luce propria; invisibili allo sguardo più acuto; famosi perché tanto piccini; eppure lanciati con orbita certa sul cammino degli spazi infiniti e palpitanti dello stesso misterioso amore per cui aspirano i pianeti, con perpetua ridda, al centro della potenza e della luce; anche gli Asteroidi hanno certamente la loro parte nella grande armonia del mondo materiale. Ne avranno una, nella grande prestabilita armonia del mondo intellettuale e morale, anche questi poveri carmi?”
Nel 1879, con questa prosa evocativa, l’abate Antonio Stoppani presentava gli asteroidi come corpi celesti la cui natura era ancora in gran parte da comprendere. Oggi sappiamo che si tratta di oggetti di piccole dimensioni, composti principalmente da rocce e metalli, che orbitano attorno al Sole. Non emettono luce propria, ma riflettono quella solare: la loro debole luminosità, unita alle dimensioni ridotte, ne rende spesso difficile l’osservazione. La maggior parte si concentra nella fascia compresa tra Marte e Giove. La scoperta dei primi asteroidi, all’inizio del XIX secolo, aprì dunque lo studio di una popolazione di corpi fino ad allora sconosciuta, indicati anche come «pianeti minori» per il loro moto attorno al Sole e per le dimensioni inferiori a quelle dei pianeti.
A questa storia di esplorazione astronomica si lega anche il nome di Stoppani. Nella notte dell’8 novembre 1996, Marco Cavagna e Paolo Chiavenna scoprirono un asteroide presso l’Osservatorio Astronomico di Sormano, in provincia di Como. Registrato inizialmente con la designazione provvisoria 1996 VS1, il corpo ricevette in seguito il numero 55854 e il nome Stoppani. La scelta richiamava un legame tra la famiglia Stoppani e il luogo della scoperta. L’osservatorio, inaugurato il 22 ottobre 1988, era infatti stato ricavato da un rifugio che Eugenio Stoppani aveva fatto costruire nel 1905, nello stesso luogo in cui suo padre Edoardo era morto tredici anni prima. Nel proporre il nome, i due astronomi vollero quindi rendere omaggio a Eugenio, Edoardo e Antonio Stoppani, riunendone il ricordo nella denominazione dell’asteroide (55854) Stoppani.
Le osservazioni successive hanno consentito di delineare le caratteristiche dell’oggetto, sebbene alcuni aspetti rimangano incerti. L’asteroide percorre un’orbita ellittica con un semiasse maggiore di circa 2,1 unità astronomiche e un’inclinazione di circa 23° rispetto al piano dell’eclittica. È associato al gruppo degli Hungaria, situato nella regione interna della fascia asteroidale, e completa una rivoluzione attorno al Sole in circa 980 giorni, equivalenti a 2,7 anni terrestri. Il suo diametro è stimato in circa 2,9 chilometri, mentre il periodo di rotazione sarebbe di circa tre ore; quest’ultimo valore presenta ancora ampi margini di incertezza.
L’Associazione Culturale Luigi Scanagatta ha deciso di intraprendere una campagna di riprese fotografiche dell’asteroide (55854) Stoppani, che inizierà nel dicembre 2026 e proseguirà fino alla metà del 2027. L’iniziativa intende affiancare l’osservazione astronomica alla riscoperta dell’opera di Antonio Stoppani, collegando il suo interesse per questi corpi celesti allo studio dell’asteroide che ne porta il nome.
L’attività si articolerà in tre momenti. Il primo appuntamento è previsto per il 20 dicembre 2026 alle ore 01:30, quando l’asteroide passerà nei pressi dell’ammasso globulare Messier 53. Una seconda sessione si svolgerà il 20 marzo 2027 alle ore 03:30, in occasione del passaggio vicino alla stella Arturo, nella costellazione di Boote. Infine, dal 30 marzo all’11 aprile 2027, le riprese si concentreranno sul periodo in cui l’oggetto raggiungerà la massima luminosità. In tutte e tre le occasioni, l’asteroide sarà fotografato con strumentazione semiprofessionale dall’Alpe Giumello, nel comune di Casargo, in provincia di Lecco.
Le immagini ottenute e le relative misure astronomiche confluiranno in una mostra dedicata, prevista per l’estate del 2027. Sarà inoltre esposto un esemplare dell’edizione originale di Asteroidi, il volume pubblicato da Antonio Stoppani nel 1879. La mostra si inserirà in un ciclo di eventi dedicati all’autore e al suo asteroide, durante il quale saranno letti alcuni brani dell’opera, offrendo al pubblico un’occasione per accostarsi alle osservazioni contemporanee attraverso le parole e la sensibilità scientifica di Stoppani.
Chiunque desideri partecipare alla campagna fotografica e alle misurazioni astronomiche dell’asteroide Stoppani può contattare l’Associazione Culturale Luigi Scanagatta scrivendo a progetti@associazionescanagatta.it .
Questa pagina sarà aggiornata e arricchita con approfondimenti sul progetto, informazioni sulle attività e risultati delle osservazioni. Vi invitiamo a consultarla periodicamente per seguire gli sviluppi e scoprire le novità.
