Scopri «Asteroidi», la raccolta poetica dell’abate Antonio Stoppani pubblicata nel 1879, e ripercorri la sua storia attraverso i luoghi del Lario e della Valsassina.
Nel 1879 Antonio Stoppani pubblicava a Milano, presso lo Stabilimento tipografico ditta Giacomo Agnelli, un volume dal titolo Asteroidi. Tre anni prima era uscito Il Bel Paese, l’opera che avrebbe accompagnato generazioni di lettori alla scoperta delle bellezze naturali d’Italia. Con questa raccolta, il geologo lecchese affidava alla poesia il suo sguardo sulla natura, sui viaggi e sulla vita spirituale. Il titolo racchiude una delle immagini da cui prende ispirazione il progetto Asteroide Stoppani, mettendo in relazione l’osservazione del cielo e la riscoperta della sua opera. Presentando il libro, Stoppani scriveva:
«Ignoti per sì volger di secoli; privi d’ogni luce propria; invisibili allo sguardo più acuto; famosi perché tanto piccini; eppure lanciati con orbita certa sul cammino degli spazi infiniti e palpitanti dello stesso misterioso amore per cui aspirano i pianeti, con perpetua ridda, al centro della potenza e della luce; anche gli Asteroidi hanno certamente la loro parte nella grande armonia del mondo materiale. Ne avranno una, nella grande prestabilita armonia del mondo intellettuale e morale, anche questi poveri carmi?»
La domanda finale spiega la scelta del titolo. Stoppani accosta i propri componimenti ai piccoli corpi celesti: anche ciò che appare modesto e poco conosciuto può partecipare a un ordine più grande. Nella sua metafora, al posto occupato dagli asteroidi nell’universo corrisponde il possibile contributo dei versi alla vita intellettuale e morale. L’immagine dell’orbita si intreccia così con una visione religiosa della natura, nella quale l’armonia del creato offre materia alla riflessione e alla poesia.
Il frontespizio annuncia quattro nuclei: Il Sasso di Preguda, Ricordo del mio viaggio in Oriente, Poesie varie e Traduzioni libere. Il volume riunisce dunque forme ed esperienze differenti, tenute insieme dalla sensibilità di un autore che osserva il paesaggio da scienziato e lo racconta anche attraverso i versi.
Un posto centrale spetta al Sasso di Preguda, il grande masso erratico sulle pendici del Moregallo, nel territorio di Valmadrera. Nel poemetto il sasso prende la parola e narra la propria storia: il distacco dalla montagna, il trasporto sul ghiacciaio e l’arrivo nel paesaggio lariano. Il tempo della geologia incontra poi quello degli uomini, dei popoli e delle vicende storiche. Le note accompagnano la narrazione con spiegazioni scientifiche. Stoppani riconduce l’ispirazione a una salita a Preguda del 27 maggio 1878 e presenta il componimento come un tentativo di mostrare quanto la scienza moderna possa offrire alla poesia.
Il Ricordo del mio viaggio in Oriente rimanda invece alla spedizione compiuta nel 1874. Questa parte comprende lettere e poesie, con traduzioni in latino dei componimenti poetici, già pubblicate in un volumetto del 1875 e poi confluite in Asteroidi. Sono testimonianze che precedono il più ampio racconto Da Milano a Damasco, uscito nel 1888: permettono di seguire il passaggio dall’esperienza del viaggio alle sue diverse rielaborazioni letterarie.
Il cielo ritorna anche nella poesia L’infinità dei mondi, alle pagine 108–109 dell’edizione del 1879. Il componimento, dedicato ad Angelina Puccio e introdotto da un richiamo alla Genesi, paragona la moltitudine degli astri a gocce, granelli e particelle impossibili da contare:
«Il Sole, la Luna, le stelle lucenti,
Son grani, son stille, son atomi ardenti.»
La contemplazione dell’universo attraversa quindi sia la presentazione della raccolta sia i suoi versi. Possiamo leggere in queste pagine il desiderio di avvicinare conoscenza e meraviglia, facendo delle dimensioni del cosmo un’occasione di riflessione sulla posizione dell’uomo.
Per comprendere queste pagine occorre ripercorrere anche la vita del loro autore. Antonio Stoppani nacque a Lecco il 15 agosto 1824 e fu ordinato sacerdote nel 1848, anno nel quale partecipò alle Cinque giornate di Milano. Coltivò fin da giovane la ricerca naturalistica, raccogliendo e studiando fossili. Gli Studii geologici e paleontologici sulla Lombardia, pubblicati nel 1857, contribuirono alla sua affermazione scientifica. Dal 1861 insegnò geologia a Pavia; seguirono gli incarichi a Milano e Firenze. Nel 1882 divenne direttore del Museo civico di storia naturale di Milano. Accanto alla ricerca e all’insegnamento sviluppò un’intensa attività divulgativa, della quale Il Bel Paese, pubblicato nel 1876, resta l’esempio più celebre. Cattolico vicino al pensiero di Antonio Rosmini, dedicò parte dei suoi scritti al rapporto fra scienza e fede. Morì a Milano il 1° gennaio 1891.
La sezione Storia e Letteratura invita a riscoprire questa figura anche attraverso il territorio. Alcuni luoghi permettono di avvicinare la biografia, le ricerche e le pagine dell’autore:
- Lecco, città natale: in piazza XX Settembre una targa ricorda la casa dove nacque; sul lungolago il monumento a lui dedicato testimonia il legame della città con lo studioso.
- Valmadrera e il Sasso di Preguda, dove leggere il poemetto davanti al suo protagonista. Il masso di granito ghiandone, proveniente dalla Val Masino e trasportato dai ghiacciai, conserva una testimonianza concreta dei fenomeni raccontati in versi.
- Esino Lario e le Grigne, luoghi delle sue indagini paleontologiche. Stoppani soggiornò a lungo a Esino per studiarne i fossili; il Museo delle Grigne offre oggi un’occasione per conoscere questo patrimonio e la storia delle ricerche.
- Introbio e la cascata della Troggia, in Valsassina: già nella prima edizione del Bel Paese Stoppani la ricordava fra le cascate delle Alpi italiane capaci di rivaleggiare con quelle svizzere. Una tappa per affiancare alla lettura l’osservazione del paesaggio.
Leggere Asteroidi e incontrare questi luoghi significa seguire uno stesso interesse attraverso linguaggi diversi: la descrizione scientifica, il racconto, la poesia. Con Asteroide Stoppani, l’Associazione Culturale Luigi Scanagatta invita a ritrovare questo intreccio fra storia, letteratura e conoscenza della natura, partendo dalle pagine del 1879 e dal territorio al quale il loro autore rimase legato.
